
giovedì 21 maggio 2009
Alessandro e Domenico liberi!

mercoledì 20 maggio 2009
La governance universitaria è una tigre di carta. Sulla forza dell'Onda e la violenza della crisi.
l'Onda è tornata ed è ancora più incazzata
Già, perché questa è la grande vittoria della mobilitazione di Torino. Aver finalmente messo a tacere chi da mesi si affanna a parlare di riflusso e di fine di un ciclo, con l’unico obiettivo – nella classica veste della profezia che si autoavvera – di poter scongiurare il pericolo e catturarne il portato politico nei meccanismi della rappresentanza. Ma lungi dalla risacca, negli ultimi mesi l’Onda ha sedimentato i percorsi di autoformazione e costruito l’autoriforma, cifra paradigmatica di una nuova università. Sarebbe bastata un’occhiata all’età media estremamente bassa della composizione del corteo di Torino, con i molti studenti medi e dei primi anni di università arrivati da tutta Italia, per rendersi conto che autoriforma e conflitto non solo non sono alternative, ma sono una la condizione di possibilità dell’altro.
Ma chi esaurisce gli argomenti, è spesso costretto alla menzogna. A cui si aggiunge l’imbarazzo, in alcuni media di sinistra, per un’Onda che non si fa ridurre al vuoto simulacro dei buoni sentimenti, per incarnarsi invece in un desiderio collettivo e in un processo di lotta. Che rifiuta il ruolo di vittima, e afferma l’autonomia nel decidere sul proprio presente e sul proprio futuro. Che, in migliaia, resiste alle cariche di polizia e carabinieri, e compattamente e gioiosamente torna all’università per continuare a praticarvi l’autoriforma. E perché non soffermarsi, ad esempio, sui tanti abitanti di Torino che hanno lanciato dai balconi acqua e limoni ai manifestanti per proteggersi dalla pioggia di lacrimogeni, e hanno aperto i portoni per offrire loro rifugio dalla brutalità vendicativa della polizia? Non si tratta di simpatia verso la “meglio gioventù”: è la percezione di una crisi che è solo all’inizio, della fine di ogni illusione di mobilità sociale ascendente, dell’intollerabilità dell’ulteriore attacco ai salari e ai redditi di lavoratori e precari per salvare imprenditori, baroni e banchieri. È il rifiuto della politica dei sacrifici. È la forza dell’Onda Anomala: farsi terreno comune di una composizione sociale che non vuole pagare la crisi.
Ecco, è questo che spaventa governo e media di fronte a questo nuovo proletariato intellettuale: la capacità di parlare la lingua della parzialità e della generalizzazione. Ed è questo che spaventa l’opposizione, che pervicacemente persevera negli antichi errori che l’hanno portata nel coma vegetativo in cui oggi versa. Così, il Pd piemontese esprime la sua solidarietà alle forze dell’ordine, incurante del fatto che a guidarle fosse Spartaco Mortola, uno degli impuniti carnefici dell’irruzione alla scuola Diaz il 21 luglio 2001, promosso a questore vicario di Torino. Se l’opposizione vuole parlare di regime berlusconiano, abbia il coraggio di dire che la sua data di inizio non è la corruzione di Mills o la candidatura delle veline, ma il sangue di Genova. È quella la violenza da cui devono avere il coraggio di prendere le distanze, quella stessa violenza che Maroni e Pdl usano nei rimpatri dei migranti. La violenza di un sistema tanto più feroce quanto più è assediato in un castello medioevale. Se non troveranno questo coraggio, foss’anche quello della disperazione, dopo aver consegnato il governo del paese nelle mani della Lega e di Berlusconi sono destinati a sparire.
E quelle file e file di caschi che gli studenti avevano?”, chiederà sicuramente un bravo giornalista. C’è una legge dello Stato che ne impone l’obbligo per salvarsi la vita, e fronteggiare le cariche selvagge e il gas CS delle truppe di Mortola è sicuramente più pericoloso di qualsiasi scooter. Ma con quei caschi le migliaia di studenti e precari a Torino hanno difeso qualcosa di ancora più importante: non la democrazia di cui si vorrebbe affidare ai giudici la restaurazione, ma la democrazia che l’Onda sta inventando e praticando. Quella che parla di nuovo welfare, di reddito, di riappropriazione della ricchezza sociale. Prendere le distanze dalla violenza, significa appoggiare la forza costituente dell’Onda. Tutto ciò prima che – almeno per loro – sia troppo tardi.
Gigi Roggero
(In)Sostenibilità del g8 University Summit
La vignetta di Vauro sul manifesto
Forse i rettori pretendono di entusiasmarci scrivendo che “la sostenibilità a livello umano, sociale e globale è una delle più importanti idee del 21 secolo” ? O che “I problemi di sostenibilità, inclusi i cambiamenti climatici, finora considerati prevalentemente come questioni scientifiche, sono diventati urgenti questioni politiche” ? O, ancora, che “le università devono impegnarsi a costruire nuovi approci allo sviluppo (sic) sostenibile nei loro programmi e nella ricerca” ?
A dire il vero a noi sembra che questo sia il minimo che non potevano non dire per non essere ridicoli, non certo il massimo che avevano l'obbligo di dire per essere (una volta tanto davvero) “magnifici”.
Trent'anni di ritardo sul Club di Roma e pure ancora fermi all'idea di eco-sostenibilità come paradigma di compatibilità fra la capacità di rigenerazione della natura e lo sfruttamento esponenziale delle sue risorse . Al di sotto della soglia del ridicolo, anziché no. Proprio non possiamo entusiasmarci per questo. Anzi, ci conferma che avevamo ragione ad alzare la testa e a gridare la nostra sana rabbia ed indignazione mentre loro si nascondevano dietro la polizia per non dire quello che avrebbero dovuto dire.
Invece che perdere tempo a leggere amenità come quelle citate, è più utile impiegarlo a capire perché sono state scritte, partendo da un documento che è tutto tranne che banale: il documento “Education for Innovative Societies in the 21st Century” (EIS), prodotto dai G8 a San Pietroburgo nel 2006 e alla base del Forum Mondiale, precursore dei G8u, organizzato a Trieste nel 2007 dal'ICTP . Allora un esponente dell'IPCC ricevette il formale divieto, da parte del direttore dell'ICTP, a partecipare ad una conferenza parallela organizzata dai movimenti in quanto troppo palesemente “non neutrale”; è interessante ricordarlo perché invece le università del G8u si propongono ai governi come partners ideali (si legga ricettori di fondi) proprio in quanto soggetti “neutrali ed obbiettivi”, riproponendo la favola della scienza neutrale che evidentemente serve esattamente a non dire e a non schierarsi (e quindi costringe noi a considerare una cortina di fumo anche le banalità di buon senso minimale – ancorché impropriamente declinato – disseminate nei documenti citati).
Nonostante la retorica che si sprecò sui media locali all'epoca del Forum di Trieste nel 2007 a proposito del fatto che la nostra sarebbe una "società basata sulla conoscenza", il documento preparatorio di quell'incontro ci restituisce un impianto ideologico e programmatico affatto diverso e che parte dalla consapevolezza che sono invece l'economia ed il mercato ad essere basati sulla conoscenza che, messa a profitto, è utilizzata come strumento di dominazione e controllo anziché come potenziamento della democrazia e della cittadinanza.
Niente che non si fosse capito e che il movimeno dell'Onda non abbia ben colto, ma i G8 ce lo porgevano scritto nero su bianco a partire dal' incipit di quel documento: “We will promote the global innovation society [..] by supporting modernization of education systems to become more relevant to the needs of a global knowledge-based economy” (punto 1); “Education, the enhancement of skills and the generation of new ideas are essential to the development of human capital and are key engines of economic growth, drivers of market productivity [..]” (punto 2).
Naturalmente le esigenze di un'economia basata sulla conoscenza richiedono una “strong protection of intellectual property rights” (punti 4, 8 e 9) e “[to] move technologies quickly from laboratory to the marketplace” (punti 5 e 6) in una cornice in cui si prevede di “leverage public expenditures strategically to attract private funding in R&D, including the education sector” (punto 7) sullo sfondo di una “university-based public-private partnership” fondata su “exchange of ideas and expertise” (punto 10).
Dal momento che le “ideas and expertises” dei privati sono protette e chiuse dalla “strong protection of intellectual property rights” evidentemente il flusso del supposto scambio è tutto a senso unico: una conoscenza prodotta sostanzialmente all'interno del corpo pubblico e grazie alla formazione pubblica (per di più probabilmente foretemente ri-plasmata nelle sue strategia di ricerca della partnership con i privati), ma i cui risultati - tramite la proprietà intellettuale e il trasferimento ai mercati – appartengono inesorabilmente alla sfera privata, e ai quali la società può accedere esclusivamente attraverso i meccanismi di mercato.
All'interno di un quadro attuale in cui le conoscenze specifiche (e in generale la capacità diffusa e comune di creare conoscenze e metterle in relazione) sono un nuovo motore della produzione di ricchezza che si affianca al, e potenzia il, “lavoro vivo”, la necessità cogente è di trasformare le università, oltre che in efficienti opifici, in dispositivi di controllo e privatizzazione (trasferimento) piuttosto che punti di accesso, condivisione e diffusione.
Questo è l'impianto ideologico che i rettori del G8u assumono esplicitamente a partire da Sapporo 2008 e che non ritengono di dover in alcun modo discutere, correggere o criticare. Ecco che i non detti pesano decisamente di più di ciò che di banalmente condivisibile è obbligatoriamente scritto. Come si può ritenere credibile il documento di Torino 2009 dove dice che i saperi sull'utilizzo efficiente delle risorse naturali dovrebbe essere resi accessibili a tutti (punto 1) se evidentemente tali saperi sono alla base del nuovo eco-compatibile “green business” di Obamiana ispirazione e quindi devono essere “strongly protected” e “quickly transferred to marketplace”?
Ovunque i documenti dei G8u confliggano apparentemente con il documento EIS dobbiamo concludere che prevalga quest'ultimo, essendo assunto dai primi ed essendo comunque di gran lunga il più performativo; e comunque tali occasioni di conflitto sono drammaticamente poche e la lieve genericità dei G8u cede il passo alla incalzante precisione del linguaggio in EIS.
È appassionante notare che dove i G8u (SSD, punto 3) si propongono il ruolo delle università come “increasingly critical” in ragione del loro essere “neutral and objective” contemporaneamente si precipitano a sostenere che per assicurare che le soluzioni alle sfide di sostenibilità siano “practically applicable and appropriate” è importante la collaborazione “with a range of stakeholders including civil society and the private sector”. Il fatto che l'appropriatezza di tali soluzioni o la loro applicabilità (da quale punto di vista?) debbano passare dalle forche caudine del profitto è una evidente dichiarazione di sudditanza al principio espresso in EIS per cui i bisogni della società tutta sono interpretati precipuamente dalle necessità del profitto privato (“private sector involvement [..] is one of the main keys to achieving an effective linkage between higher education and the needs of the global innovation society”).
Ed infine, i G8u a Torino sottolinenano la necessità di superare approcci esasperatamente mono-disciplinari e la frammentazione dei saperi (“reverse past tendencies toward mono-disciplinary approaches and fragmentation in education and research”, sezione II, punto 2) ma non spendono una parola per commentare il fatto che tutta la ricerca è costitutivamente organizzata per separare e parcellizzare i saperi, che il termometro della produttività e del merito dei ricercatori è quasi puramente aritmetico e legato al numero di pubblicazioni – il che spinge inesorabilmente ad una iperspecializzazione. Non una parola a proposito della natura dell'attività di ricerca in un quadro dominato dalla protezione intellettuale e dal trasferimento ai mercati.
I G8u apparentemente insistono sulla necessità di un “holistic approach” e di affiancare il “systemic thinking” al “disciplinary thinking”, ma l'evidenza è che stanno parlando delle università per le élites (alla cui costruzione assistiamo anche in Italia): “Universities have a critical role to play in educating future generations, disseminating information about sustainability, and particularly by training leaders” (SSD, punto 7).
Quale sia la qualità necessaria della formazione per tutti gli altri è evidente: saperi incapsulati in unità standardizzate da (ri)"produrre" in tempi determinati, veicolo di una disciplina mentale e personale isomorfa all'alienazione della catena di montaggio; più che ad alta formazione assistiamo ad un addestramento mediante somministrazione di pillole di conoscenze propedeutiche alla capacità produttiva piuttosto che alla "capacità di cittadinanza". Le università - penetrate dai privati che in cambio di pochi investimenti potranno determinare linee di ricerca, materie di insegnamento e docenti, mentre agli studenti è tolto ogni margine di autoformazione - diventeranno i dispositivi finali di disciplina e captazione della produzione di conoscenza per il profitto del mercato.
Se questa è neutralità, noi siamo ben felici di scegliere altro e di schierarci, come abbiamo fatto a Torino e come faremo senza arrenderci mai “in questo paese di codardi”.
[1]Sapporo Sustainability Declaration (d'ora in poi SSD).
[2]Ibidem.
[3]Torino Declaration on Education and Research for Sustainable and Responsible Development (d'ora in poi TD).
[4]Si veda l'intevento di Gianmarco de Pieri su GLOBAL a proposito di André Gorz.
[5]International Center for Theorethical Physics, Trieste.
[6]Era appena stato pubblicato il famoso IV rapporto sui cambiamenti climatici che individuava l'impatto antropico come causa principale dei cambiamti climatici.
[7]SSD, punto 3
[8]La parola “rights” compare in questo documento unicamente associata ad “intellectual property” mentre l'accesso è considerato in sé non un diritto ma semplicemente un mezzo necessario per rendere gli esseri umani più efficacemente produttivi.
martedì 19 maggio 2009
COMUNICATO ONDA 19/05/2009. ECCO L'ONDA PERFETTA...
ECCO L’ONDA PERFETTA…
Oggi siamo scesi in piazza per una nuova grande mareggiata, invadendo le strade di una Torino blindata per proteggere Baroni e feudatari dell’università in crisi. Siamo giunti da tutta Italia (qualcuno anche da oltre confine) per esprimere tutta la nostra contrarietà a questo insostenibile G8 dell’università.
Abbiamo respinto l'arroganza del G8 dei rettori, asserragliati al castello del Valentino, tentando di stanarli, provandoci, credendoci, con la determinazione e la partecipazione di chi sa che in ballo c'è il proprio futuro.
Abbiamo contestato l’illegittimità del G8 University Summit ribadendo che i rettori e la CRUI, che promuoveva il vertice, sono i rappresentanti (il)legittimi di una università che sopravvive tra le macerie. Noi siamo invece l’espressione concreta di una rappresentanza impossibile che non delega a nessuno istanze, vertenze, progetti.
10.000 studenti da tutta Italia in una marcia veloce, gioiosa ma incazzata, determinata e convinta, che in fretta e furia ha raggiunto la sede del summit, senza dimenticarsi di colpire i simboli della crisi (banche e agenzie del lavoro), per tentare di sfondare il muro di un esercito frapposto tra i propri bi-sogni e le autorità di un'università che di sostenibile non ha assolutamente nulla.
Oggi abbiamo fatto presente, ancora una volta, che la crisi noi non la pagheremo e che anzi utilizzeremo ogni occasione per rovesciarvela contro. Sapendo che questo è solo un momento di passaggio, tra lo straordinario autunno che ci siamo lasciati alle spalle e quello a venire, denso di aspettative e nuovi spazi di azione dentro la crisi.
A fine corteo, un’assemblea pubblica, collettiva e condivisa cui hanno partecipato tutte le articolazioni locali dell’onda, ha deciso di assumersi nella totalità gli eventi e le pratiche messe in campo in questa giornata di conflittualità e riappropriazione di spazi e visibilità. L’assemblea ha inoltre espresso solidarietà ai due arrestati, richiedendone l’immediata liberazione. Non li lasceremo soli!
Ecco l’onda perfetta…
Onda Anomala_Italia
Block G8 Building, Torino (h 16)
L'ONDA PERFETTA... 10.000 IN PIAZZA A TORINO!
Delle conclusioni nel Palazzo del potere, nessuno ha notizia...
-GUARDA LE PRIME FOTO DA REPUBBLICA , LA STAMPA , CORSERA, MESSAGGERO
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LA CRONACA DELLA GIORNATA
- -14.40 ASCOLTA LE PRIME CONCLUSIONI DI GIANLUCA(ONDA ANOMALA TO/INFOAUT).
- -14.20 L'onda è in assemblea all'università. Un'elicottero sorveglia dall'alto e le forze dell'ordine si preparano a presidiare la zona circostante[ascolta la corrispondenza di radio onda d'urto ]
- -14.00 la manifestazione torna per il centro, attraversando la città verso Palazzo Nuovo e il Block G8 Building. Un primo bilancio parla di due agenti contusi
- -13.40 il corteo si sta ricompattando e si sta difendendo con casonetti usati come barricata. I lacrimogeni sono ancora impressionanti.
- -13.35 il corteo ripiega su via Nizza
- -ASCOLTA LA DIRETTA DEI PRIMI SCONTRI CON GIANLUCA in collegamento con RBO prima parte - seconda parte
- -13.28 - TORINO BLOCK G8 BARRICATE CONTRO LA POLIZIA
- I compagni fanno barricate, la polizia cerca nuovamente di caricare ma trova una dura resistenza e si ferma. manuel di Radio Onda d'Urto
- [Scarica il contributo audio, durata: 2 min.]
-
-13.25 - TORINO BLOCK G8 LA POLIZIA RETROCEDE SOTTO UNA FITTA SASSAIOLA
La polizia carica ma sotto una fitta sassaiola dei compagni è costretta a retrocede. Manuel da Torino [Scarica il contributo audio, durata: 1 min.] da Radio Onda d'urto
- 13.24 - L'Onda continua a reggere, cariche e lacrimogeni della polizia. L'aria è irrespirabile, ma gli studenti e le studentesse resistono. Un elicottero volteggia in aria e la questura tenta di chiudere le vie laterali, intimidendo il corteo. La situazione è tesa ma la detrminazione è tanta
- 13.23 -L'Onda tenta di forzare il blocco, quantità incredibile di lacrmogeni. L'attacco dell'Onda è avvenuta con scudi ed estintori, ma non si riesce ancora a passare. la polizia non si avvicina, qualche carica laterale.
- 13.20 - LA POLIZIA SPARA ALCUNI LACRMOGENI PER ALLONTANARE IL CORTEO
- 13.15 - UN'ALTRA VOLTA, UN'ALTRA ONDA! il corteo prosegue determinato verso il valentino. Ascolta Simone dalla piazza
- 13.10 - il corteo dell'ONDA ora è fermo davanti al blocco dlle forze dell'ordine, presenti con un numero ingente. Le vie intorno sono chiuse
- 12.55 - il CORTEO E' IN CORSO MARCONI, in dirittura d'arrivo verso le zone dichiarate off limits dalla questura. Attraversando San Salvario, il quartiere adiacente, l'onda ha trovato i negozi aperti a dispetto di quanto sostenevano i giornali cittadini
- 12.41 - in corso vittorio colpita un'altra banca, chiusa con catene e lucchetti. Anche un'agenzia del lavoro interninale è stata sanzionata da scritte contro il lavoro precario. Ascolta la diretta di Simone (ONDA ANOMALA TO)
- 12.21 - La manifestazione è ulteriormente cresciuta, sono arrivati tutti gli universitari provenienti da fuori Torino e molte persone stanno ancora affluendo. Gli organizzatori hanno stimato 10mila partecipanti. DA radio onda d'urto [Scarica il contributo audio, durata: 7 min.]
- 12.15 - IL CORTEO E' IN PIAZZA SOLFERINO E STA GIRANDO VERSO CORSO VITTORIO.
- 12.10 Ascolta l'intervento di uno studente milanese
- 12.05 - IN VIA PIETRO MICCA COLPITA banca UNICREDIT con uova e vernice: NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO! Ascolta la diretta con Dana (ONDA ANOMALA TO)
- 12.00 - CORTEO IN PIAZZA CASTELLO migliaia in piazza, procede spedito per raggiungere il Valentino -prime foto dal sito di Repubblica
- 11.51 - CORTEO IMPONENTE Via Po in Onda! in questo momento è sotto la sede del rettorato
- 11.40 -CORTEO IN MARCIA VERSO LA SEDE DEL G8 è presente un pool di avvocati, sette, hanno indossato delle casacche arancioni con sopra la scritta «Supporto legale» e il numero di telefono, 3315918248, e partecipano al corteo
- 10.45 -PRIMO AGGIORMANTO DALLA PARTENZA Gianluca [Infoaut] manifestazione ancora ferma. Sembra primi fermi intorno al corteo (notizia da confermare). Si aspetta l'arrivo del treno da milano
Feature di presentazione:
Oggi, dalle 10.30 partità il corteo, dalla palazzina Aldo Moro, ribattezzata Block G8 Building, verso la facoltà di Architettura, al paRco del Valentino, sede del G8 University Summit. L'Onda ha dimostrato di saperci e volere fare, e nei giorni scorsi ha messo in campo azioni e assemblee per contrastare l'ennesimo summit insostenibile (da tutti i punti di vista).
*Infoaut seguirà la manifestazione dalla partenza con aggiornamenti, commenti e immagini.
*RadioBlackout, la radio libera torinese, ne seguirà la diretta fino alle 14.30. Per ascoltarla in streaming clicca qui
Se vuoi sentirci direttamente col programmino dedicato al nostro streaming scaricalo e lancialo, non ha bisogno di installazione, solo per windows. Si tratta di una radiolina che ti connette direttamente a RadioBlackout. La qualitò dello streaming è quella ridotta e ti consente, anche se non hai molta banda, di sentirci. Il programma non contiene virus, spie o altre porcherie e per ora funziona solo su Windows XP.
per scaricare RBO Streamer clicca sull’immagine:
lunedì 18 maggio 2009
LE PAROLE DELL'ONDA. AUDIO DELLA CONFERENZA STAMPA
L'ONDA NON SI FERMA! TORINO BLOCCATA, CARICHE DELLA POLIZIA. 3 FERMI
Questa mattina l'Onda si mossa da palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, parco all'interno del quale è situato il castello che sta ospitando il vertice dell'università. Gli studenti si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente "inOndata" da gavettoni d'acqua e uova. Ciò ha scaturito la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano.
L'Onda ha quindi ripreso il suo cammino verso il centro cittadino, passando da via Marconi, esigendo l'immediata liberazione dei 3 studenti fermati. E' stato effettuato quindi un nuovo blocco in corso Vittorio Veneto, arteria cruciale del traffico cittadino, che infatti è stato mandato nuovamente in tilt. Anche qui una polizia nervosa si è ri-schierata, pronta a riprender in mano i manganelli. L'Onda ha perseverato nella sua principale pratica, il blocco dei flussi di viabilità metropolitana, che han caratterizzato tutto l'autunno di mobilitazione studentesca, dirigendosi e paralizzando il vialone antistante la stazione di Porta Nuova.
Nell'imprevedibilità che sta caratterizzando gli studenti e le studentesse in mobilitazione contro il G8 è proseguita l'azione di disturbo dell'Onda, che si è spostata all'imbocco di via Roma, corso-vetrina della città, continuando ad alimentare la situazione di caos della viabilità che permane dal primo mattino. La celere ha qui nuovamente e violentemente caricato a freddo gli studenti dell'Onda, provocando diversi feriti ed effettuando alcuni fermi: grazie alla determinazione degli studenti, che hanno improvvisato una barricata lungo la strada con cassonetti e transenne, i fermati sono stati rilasciati in una manciata di minuti.
L'Onda si è poi diretta verso il Block G8 Building, sfilando in corteo per le vie del centro e fermandosi al rettorato dell'università di Torino, teatro l'altro giorno del sequestro del rettore Ezio Pelizzetti a fronte della chiusura d'autorità di Palazzo Nuovo, tornando a denunciare l'illeggittimità e l'insostenibilità del G8 torinese, e rivendicando gli spazi universitari e cittadini come luoghi di giusta espressione del dissenso.
La giornata di ieri ed oggi non sono che l'inizio di una mobilitazione contro il G8 University Summit, che è appena entrata nel vivo: nel pomeriggio proseguiranno i dibattiti a palazzina Aldo Moro occupata, in serata si svolgerà il confronto tra le esperienze di lotta studentesca di livello europeo, in preparazione del corteo nazionale di domattina...!
Ascolta le dirette con Simone dell'Onda Anomala di Torino: primo collegamento (blocchi) - secondo collegamento (cariche)